giovedì 18 settembre 2014

Momenti d'ozio.


Proprio ora, a questa altezza della mia vicenda esistenziale, proprio quando l’assurda legge universale è stata da me non già semplicemente intravista, ma enunciata e sviscerata in profondità; proprio ora che nulla mi stupisce più e tutto ha assunto il suo “posto” nell’ordine cosmico, proprio ora questa sorda sofferenza, che ancora il commercio con gli stolti cui la mia stolta «sete del più basso» mi costringe, mi spinge stoltamente a parlare anziché a tacere.
Il mare frusta le chiglie aduste delle barche in sosta nell’insenatura; pochi avventori, nella deserta calura del meriggio.
Quanto immensamente grande sarebbe, e di quale grandezza tremenda e perfetta, quanto infinito questo cielo, senza la mente che ora lo “pensa”, senza l’occhio che goffamente tenta rinchiuderlo nella gabbia della percezione! 
Me misero, pensante, percipiente. Esistente.

Nessun commento:

Posta un commento