domenica 14 settembre 2014

Noi e gli altri.


«Vale di più, per una giusta comprensione, il verde delle foglie che non un grande pensiero, perché il verde delle foglie potete mostrarlo agli altri, ma mai potrete mostrare agli altri un grande pensiero. Nasciamo senza parlare e moriamo senza aver saputo dire. La nostra vita trascorre tra il silenzio di chi tace e il silenzio di chi non è stato compreso, e intorno a tutto ciò, come un’ape in un luogo senza fiori, aleggia sconosciuto un inutile destino».

«Ciascuno di noi possiede, nel proprio intimo, nel silenzio di essere un essere, una personalità ineffabile, che nessuna parola può rendere, nessun gesto interpretare, e che lo sguardo più espressivo non spiega, il gesto più comprensivo non contiene. Per via di questa personalità extra-sociale e perfino extra-umana, ognuno è un eterno isolato, eternamente crocefisso al suo non-essere-gli-altri. L’intima essenza del sentire consiste nel non potersi esprimere se non in sé e solo per sé, all’interno del proprio essere individuo. [...] Sentire è esistere irrimediabilmente soli». 


(F. Pessoa, Pagine esoteriche, a cura di S. Peloso, Milano, 1997, pp. 51 ; 104)    

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