domenica 20 luglio 2014

Arbusta iuvant humilesque myricae.

Nella frequentazione dei semplici trovo un efficacissimo rimedio contro l’opprimente ipertrofia della coscienza: assumere per qualche tempo il loro punto di vista sulle cose, sull’uomo, sulla vita, ridere e piangere come loro, alleggerisce immediatamente lo spirito, lo riconduce entro i confini certi di un universo dato e necessario, in cui tutto occupa il posto che solum è suo. «Così degli umili sento in compagnia | il mio pensiero farsi | più puro dove più turpe è la via» (U. Saba, Città vecchia).

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