L’ostessa della tavernetta di Ormylia, paesello
sperduto sui monti della Calcidica settentrionale, che mi chiedeva notizie
della mia provenienza e poi mi rispondeva con indifferenza «ah, io non so dove
sia la Sardegna; non ho mai viaggiato», è certamente assai vicina, come tutti i
semplici (i “rustici”, si sarebbe detto un tempo), alla condizione spirituale
che doveva esser propria dell’uomo durante la lontana età dell’oro, quando –
come assicura Ovidio – «nullaque mortales praeter sua litora norant» (Met. I 96). Imparo stupito ed ammirato
la grandezza del piccolo, il pregio della clausura: fare del limite la propria
forza, considerare «la California come il proprio orto» (cito male a mente
Ungaretti).
At ego quasi advena invia vitae inscite peragro.
Nessun commento:
Posta un commento