domenica 20 luglio 2014

La grandezza del piccolo.


L’ostessa della tavernetta di Ormylia, paesello sperduto sui monti della Calcidica settentrionale, che mi chiedeva notizie della mia provenienza e poi mi rispondeva con indifferenza «ah, io non so dove sia la Sardegna; non ho mai viaggiato», è certamente assai vicina, come tutti i semplici (i “rustici”, si sarebbe detto un tempo), alla condizione spirituale che doveva esser propria dell’uomo durante la lontana età dell’oro, quando – come assicura Ovidio – «nullaque mortales praeter sua litora norant» (Met. I 96). Imparo stupito ed ammirato la grandezza del piccolo, il pregio della clausura: fare del limite la propria forza, considerare «la California come il proprio orto» (cito male a mente Ungaretti).
At ego quasi advena invia vitae inscite peragro.

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