Nel suo ineffabile Poesia e non poesia
Croce valuta la produzione poetica del Leopardi e la riflessione teorica che la
sostanzia come niente più che il malsano rigurgito di un «escluso dalla vita»,
indegne per questo di ogni considerazione estetica nonché filosofica. Il
pensiero leopardiano e le pagine in cui esso si riverbera non sarebbero che il
riflesso delle sofferenze e delle miserie dell’individuo Leopardi, oppresso
dalle infermità, dalle incomprensioni familiari, dalle angustie economiche, dal
desiderio frustrato dell’amore di una donna; tutte cose, queste, la cui assenza
in uno spirito sano schiude tutt’altra visuale (sana anch’essa, evidentemente)
sulla vita e la realtà. Per trovare il vero Leopardi «artista» bisognerà
dunque, continua Croce, cercarlo dove egli appare più sereno, «serio e
commosso», e non dove polemizza, satireggia o tenta maldestramente di ridere, e
dunque negli Idilli (ma anche in essi in modo discontinuo, quasi che il
poeta non riuscisse a reggere per la misura di un intero carme senza le sue manchevolezze):
è allora che «la sua parola acquista colore, il suo ritmo si fa dolce e
flessuoso e pieno di armonie e di intime rime, la commozione trema
riflettendosi nella pura e lucente goccia di rugiada della poesia (sic)».
Il resto, via.
Commentando questa pagina monumentale –
giustamente famosa –, Andrea Zanzotto, nel corso di un’intervista televisiva,
ebbe a dire, col suo solito contegno liliale e con la sua aria trasognata,
qualcosa di questo tenore: «Bisogna capire Croce: scampò miracolosamente a un
terribile terremoto, a causa del quale perse entrambi i genitori, quando aveva
appena diciassette anni. È comprensibile che abbia sviluppato, anzitutto per
garantire a sé stesso un equilibrio psichico che altrimenti avrebbe rischiato
di vacillare rovinosamente, una critica che voglia garantire all’arte e al
pensiero un’indipendenza assoluta dalla vita reale, con le sue insanabili
contraddizioni. Si è creato così il proprio paradiso ideale».
Il debito a Croce è così saldato, e con la sua stessa
moneta.
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