Gli animali vivono sapientemente, secondo la
prudenza naturale che è loro propria. Le piante, simili ad eroi mitici, sovrastano col loro silenzio il conflittuale agitarsi
degli animali. I minerali, stabiliti sul soglio dell’imperturbabilità, fanno
del divenire lo sgabello dei loro piedi. Essi sono simili al dio.
Gli uomini, come bambini che genitori imprudenti
abbiano lasciato liberi da ogni controllo in un’armeria, conducono il loro
gioco sregolato e folle e, a causa di quel gioco, cui danno i nomi di politica,
economia, religione, sovvertono le leggi inviolabili della natura, ne alterano
gli equilibri, ne contraffanno gli eventi, ne inquinano le risorse. Gli uomini,
questo virus immondo, questo morbo crudele e disgustoso che può dare a se
stesso il nome di «io», e che crede tale io qualcosa di autonomo ed
autossussistente.
Non un’Intelligenza infinita ha voluto e concepito
questo mondo, ma un’infinita Stupidità.
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