giovedì 31 luglio 2014

Origine oscura del riso.


La sera, mentre passeggi e chissà quale cura ti abita il cuore, osserva le brigate di adolescenti appiattate all’ombra di un anfratto urbano. Hanno il senso del ridicolo, quei ragazzi. Quello che però manca loro – e così radicalmente – è il senso del comico, ossia la coscienza tragica della vanità di tutto, della “reversibiltà” dell’essere, dell’isostenia delle ragioni. Il comico nasce da un mare intimo di pianto, il pianto amaro della terra sulla sua fine quotidiana, sul suo dolore insensato e ingiustificabile.
I ragazzi (e quanti “adulti” con loro!) ridono ignari, ridono di un riso satanico; distanti, come chi dalla sponda osservi divertito lo spasmo del naufrago che annega.
Questo insegna la vita: compassione.

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